Sanità. Soru: “rimettere al centro della politica il diritto alla salute”

SANITÀ, SORU A SANTADI: LA PRIMA PROMESSA È RIMETTERE AL CENTRO DELLA 
POLITICA IL DIRITTO ALLA SALUTE.

Santadi, 8 gennaio 2024 – «La prima promessa è impegnarsi per una 
politica che rimetta al centro quel diritto alla salute che sta venendo 
a mancare in questi anni: la politica deve selezionare le persone 
competenti e lasciarle lavorare senza andare in corsia a cercare il 
consenso, perché l’unico interesse è la salute delle persone»: l’ha 
detto Renato Soru a Santadi durante l’incontro dedicato alla “Medicina 
territoriale” ospitato oggi pomeriggio nel centro di aggregazione 
sociale e coordinato dallo scrittore Cristian Nonnis.

Come nelle altre due occasioni dedicate alla sanità a Cagliari e 
Sassari, anche l’incontro di Santadi si è aperto con interventi e 
testimonianze di chi lavora ogni giorno in corsia o opera a stretto 
contatto coi malati: è emerso un quadro con poche luci e tante ombre, 
ancora più marcate in un territorio in forte difficoltà come il Sulcis. 
Il candidato presidente della Coalizione sarda ha proposto la sua 
“ricetta” per riportare la sanità pubblica a buoni livelli di 
assistenza: «La cosa fondamentale – ha detto –  è il personale 
sanitario: dev’essere numericamente adeguato, preparato e motivato. Oggi 
abbiamo pochi medici, pochi infermieri e nei prossimi anni ne 
mancheranno sempre di più. Quindi l’urgenza è quella di un piano 
straordinario che aumenti il personale al lavoro, ma bisogna anche 
intervenire per rendere attrattive certe specializzazioni che oggi sono 
poco considerate dai giovani medici e per portare più giovani a 
scegliere anche le scienze infermieristiche».

Un altro ingrediente di una buona sanità moderna, ha detto Soru, è «la 
transizione digitale perché la grande potenza degli strumenti 
tecnologici di oggi può cambiare in maniera radicale l’assistenza: i 
dati sono un tesoro per l’adeguatezza delle prestazioni, per la ricerca 
scientifica e la qualità del servizio sanitario per esempio. Per 
esempio, grazie a un fascicolo sanitario elettronico che funziona e che 
viene aggiornato possiamo assicurare cure migliori e più rapide. Ma 
potremmo anche ottenere esami specialistici senza penare col CUP: in 
altre regioni non esiste più e la prenotazione degli esami passa dai 
medici di medicina generale».

Non ci vuole un’ennesima riforma dell’organizzazione sanitaria, ha poi 
continuato il candidato. «Il problema della sanità non è 
l’organizzazione delle ASL. Ci teniamo quella che abbiamo e dobbiamo 
farla funzionare. Anche sulla rete ospedaliera si è tanto litigato in 
questi anni, non sempre per ragioni nobili,e si è perso di vista che 
ciascuno di noi vuole essere curato il più vicino possibile a casa sua». 
Quindi, ha detto Soru, «bisogna rilanciare anche la medicina 
territoriale, ragionando in modo positivo sulle Case di comunità: per me 
sono un’opportunità perché garantisci ai cittadini che ci sia sempre un 
medico che li possa prendere in carico. Quello che conta non è 
l’edificio o metterli tutti sotto lo stesso tetto, ma il sistema 
organizzativo che metta a frutto reti organizzative funzionali tra 
medici».

Perché, ha concluso il candidato della Coalizione sarda, «nel Sulcis e 
negli altri territori dell’isola conta soprattutto garantire il diritto 
alla salute e non avere un amico che mi faccia saltare le liste 
d’attesa. La politica ha tantissime responsabilità sulla situazione 
della sanità sarda: molto spesso viene nominato il medico amico o il 
primario che ha fatto un favore. Per questo, nel 2004, nominai un 
assessore che veniva da Torino e non aveva legami politici in Sardegna e 
ottenemmo tanti buoni risultati. L’unico interesse della politica nella 
sanità dev’essere la salute delle persone».

In mattinata, al Teatro Massimo di Cagliari, il leader della Coalizione 
sarda aveva incontrato artisti, operatori e lavoratori del mondo del 
cinema. «La legge sul cinema del 2006 ha contribuito a far nascere un 
settore in Sardegna, ma in questi 17 anni è cambiato tutto – ha detto 
Soru -. È cambiato il modo di produrre, girare e distribuire, è cambiata 
la fruizione che prima passava solo per le sale e adesso grazie alle 
piattaforme arriva anche sui nostri telefoni dovunque ci troviamo». E 
quindi, ha sottolineato Soru, «è il momento di rivisitare quella legge e 
adeguarla alle esigenze di oggi e tenere vivo il confronto dal momento 
dell’attuazione per aggiornarla continuamente. Perché – ha detto ancora 
il candidato – il cinema è un’industria in crescita e possiamo 
immaginare anche in Sardegna un’industria creativa che si trascina 
dietro tutto un mondo di competenze, produzioni e lavoro».

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