Oristano e gli onori a Mussolini. La mozione di Andrea Riccio

Pochi giorni fa Andrea Riccio, consigliere comunale di ProgReS a Oristano, ha promosso in Consiglio comunale una mozione che chiedeva la revoca della cittadinanza onoraria della città a Benito Mussolini. 

La mozione di revoca della cittadinanza onoraria al dittatore è stata respinta dal Consiglio Comunale di Oristano – non dalla maggioranza o dall’opposizione – e questa scelta è stata motivata dai consiglieri che, pur ribadendo che la città giudicale è “antifascista”, considerano la cittadinanza onoraria data a Mussolini un atto di un regime del passato che non ha senso revocare ora.

Oristano, maggio 1942. Mussolini, in piedi a bordo di un’automobile, arriva in città accolto trionfalmente dalla popolazione. Il corteo delle auto percorre le vie di Oristano scortato da fascisti locali a passo di corsa; accanto al Duce si vede Vidussoni; la folla applaude e fa il saluto romano al passaggio delle autorità; alcuni gerarchi sono in piedi sul predellino delle auto. Foto: Luce

LE REAZIONI

Questa decisione ha attirato sull’amministrazione del sindaco Andrea Lutzu molte critiche a cui ha risposto con una lettera aperta dove si dichiara sorpreso delle polemiche e dalla “violenza verbale delle critiche a una scelta democratica che deve essere rispettata anche se non condivisa. Mi chiedo – continua il Sindaco – di cosa ci sia di più fascista del negare la libertà altrui. Quella cittadinanza onoraria è il simbolo di un periodo oscuro, di una dittatura che ha privato gli italiani delle libertà. Ma fa parte della nostra storia”.

Andrea Riccio ha risposto pubblicamente al Sindaco con queste parole: “rimango sconcertato nel leggere le tue dichiarazioni sulla stampa. Io avrei la volontà di intimorire o mettere a te il bavaglio? Avrei il potere di metterti il bavaglio? Il fatto che tu stesso lo denunci alla stampa dimostra l’abbastanza ridicolo controsenso. Chi avrebbe negato il diritto al voto di 14 consiglieri? Anche volendo, e non è certo il mio caso, con quale potere? Avete voluto conservare la cittadinanza a Mussolini come monito? Ma che razza di monito sarebbe? Incomprensibile, a me come a tantissimi cittadini, non solo oristanesi”.

Oristano, maggio 2942. Mussolini passa in rassegna un reparto dell’esercito in una caserma di Oristano. Foto: Luce

L’INIZIATIVA

L’iniziativa del proporre la revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini è stata lanciata nel settembre 2020 da “Corona de Logu”, l’assemblea degli amministratori locali indipendentisti, come “atto motivato da solide basi etiche e politiche”, ricordando che durante il regime fascista “furono completamente calpestati i valori di uguaglianza, solidarietà, pace, dei diritti civili, sociali, politici ed economici nonché della dignità degli individui con discriminazioni e persecuzioni in base a sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche e condizioni sociali”. Senza dimenticare la soppressione di “libertà di espressione e sindacale, manifestazione del pensiero, pluralismo politico, divisione dei poteri dello Stato”. 

“Corona de Logu” proponeva quindi di “non dimenticare i barbari omicidi, i tentativi di assassinio, gli arresti politici, le morti in carcere, la sospensione dall’insegnamento, l’esilio e le violenze squadriste contro decine di antifascisti sardi”.

Resta sorprendente il fatto che il destra-centro italiano non riesca ancora, dopo quasi 80 anni, a tirarsi fuori dal pantano della nostalgia accedendo a un’ambito politico moderno, libero dall’inerziale e istintiva protezione di tutto ciò che ha a che fare con la dittatura fascista; d’altronde è una dinamica ben nota anche nello Stato spagnolo nel quale, estrema destra a parte, anche il PP non è stato in grado di liberarsi delle ombre e delle pulsioni franchiste dopo quasi 50 anni dalla morte del dittatore.

Oristano, maggio 1942. Reparti dell’esercito sfilano per le strade di Oristano in occasione della visita di Mussolini. Popolazione festante assiste alla sfilata; di lato è schierata una banda militare che suona. Foto: Luce

INTERVISTA

Alcuni spiegano il rifiuto della revoca con dinamiche politiche e di partito.

Il Consiglio Comunale ha risposto “chi siamo noi per revocarla? In provincia di Piacenza non l’hanno revocata”.

Sinceramente è incomprensibile la scelta della maggioranza compatta perché non si può neanche dire che siano dei fascisti, hanno fatto una brutta sciocchezza. Segnalo che la minoranza ha votato senza indugio le mozioni della maggioranza contro tutti i totalitarismi e di condanna al fasciscmo, evitando dunque qualsiasi gioco delle parti, anche dopo che quella su Mussolini era stata bocciata. Basterebbe in certi frangenti un pizzico di maturità politica.

Come mai prima d’ora nessuno aveva mai proposto questa revoca?

La mozione è stata presentata un anno fa ed è stata rimandata a causa dell’emergenza Covid. Non possiamo condannare nessuno dei precedenti amministratori che non hanno pensato al problema ma critico fortemente quelli attuali che, consapevoli del fatto, si sono tenuti stretto questo ingombrante concittadino.

A me dà fastidio essere concittadino di un criminale. E non mi risultano altri criminali cittadini onorari di Oristano.

Il Sindaco Lutzu ha affermato di non capire chi lo ha schernito con il saluto romano al termine della votazione.

Quel mio gesto voleva rappresentare un sarcastico “ben rimasto” al concittadino Mussolini. L’atteggiamento della maggioranza è spesso talmente arrogante che un saluto romano non credo li possa far piagnucolare. Il sarcasmo è all’ordine del giorno in Consiglio Comunale, farne un caso politico dimostra la pochezza degli argomenti.

Ricostruzione dell’Oristano medievale. Foto: Antiquarium Arborense

C’è chi dice che mantenere la cittadinanza onoraria a Mussolini è un modo per ricordare la storia e che Comune ci sono cose più importanti da risolvere. Il sindaco ha scritto che “bisogna lasciarla come monito e insegnamento”.

La storia è sempre attuale, non stiamo parlando di cronaca. Certamente la nostra città ha tante cose da risolvere, sia pratiche che simboliche. La rimozione della cittadinanza onoraria sarebbe stato un gesto simbolico, e i simboli sono molto importanti. Oltretutto avrebbe comportato un impegno di pochi minuti senza alcun tipo di costo. Le istituzioni locali hanno il dovere di amministrare bene ma devono anche occuparsi dei valori della società civile. Tra l’altro se la Giunta di Oristano asfalta o non asfalta strade non è colpa mia che sono consigliere di minoranza. Un Comune si occupa di centinaia di problemi di diversa natura, dall’urbanistica ai servizi sociali, dalla cultura ai rifiuti solidi.

Si potrà obiettare che i Savoia per esempio hanno ancora vie e piazze intitolate a loro nome. o che comunque togliere una cittadinanza o distruggere una statua possa cancellare o cambiare la storia. Quel che ci viene spontaneo dire è che la Storia non si deve certo rimuovere, ma gli onori sì…

Qualche anno fa proposi di rimuoverle ma i residenti furono contrari. Bisogna capire che con questo tipo di iniziative non si vuole cancellare il passato ma al contrario leggerlo con attenzione. È molto facile ottenere onorificenze da dittatore, funziona così anche in Corea del Nord. Se poi qualcuno ritiene che Mussolini abbia meritato la cittadinanza onoraria è un suo libero pensiero che però sotto il suo governo veniva punito col confino o con l’assassinio. La storia ha bisogno di essere ripassata più volte, queste sono le occasioni che spingono a farlo.

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