Simone Maulu: “Se qualcuno pensa che in Sardegna non esiste un Popolo e che non esiste più chi lo difende si è sbagliato di grosso”

Simone Maulu, iRS. Foto marcellosaba.com
Simone Maulu. Franciscu Pala, Nicola Meloni, Priamo Cottu, Stefania Taras, Federico Coni. Foto marcellosaba.com

Buongiorno a tutti,

Voglio ringraziare tutte e tutti, ogni singola e ogni singolo attivista, chi oggi è qui e anche tutte e tutti quelli che non sono potuti venire ma che col cuore sono qui con noi.

Essere qui oggi per dare vita a questo giorno storico per l’indipendentismo sardo ci riempie di gioa, ci emoziona e ci carica di entusiasmo.

Per tanti anni, tutti, abbiamo militato con dedizione, con grande passione, mettendo a disposizione della nostra terra, della Nazione Sarda, e del cammino verso la libertà, il nostro tempo, la nostra intelligenza, il nostro cuore e la nostra anima, coscienti che la libertà è prima di tutto una pratica mentale che ci colloca nel mondo con le nostre identità, tante e diverse identità.

Per anni abbiamo dettato l’agenda politica della Sardegna.

Abbiamo difeso la Nazione Sarda dai soprusi autorizzati dalla classe politica sardo/italiana, dalle incursioni mafiose nel campo delle energie alternative e da speculazioni di vario tipo.

Abbiamo difeso l’ambiente dalla devastazione dell’industria chimica, abbiamo lottato per un sistema fiscale equo e contro l’arroganza del fisco italiano e del suo braccio armato che è Equitalia, per il diritto dei Sardi ad avere una mobilità dignitosa e un sistema dei trasporti nazionale sardo, abbiamo lavorato a favore della sovranità alimentare, energetica e fiscale.

Abbiamo lottato al fianco dei lavoratori e dei pastori.

Quando eravamo all’apice del consenso politico, quando stavamo iniziando ad entrare nelle istituzioni con le nostre forze, a governare i Comuni, a portare l’indipendentismo non solo in piazza ma anche nelle istituzioni, allora abbiamo subìto un forte tentativo di distruzione del movimento.

Sicuramente la scissione di iRS è stata per tutti un evento traumatico che ognuno ha vissuto nel proprio intimo come un lutto.
Ma sappiamo anche, e lo sappiamo bene, che non esiste nella storia di nessun paese un movimento di liberazione nazionale che non abbia attraversato momenti difficili.
Un movimento indipendentista esente da contraddizioni.
Un movimento indipendentista che non abbia fatto errori.

Oggi, dopo dieci anni, tutti noi siamo qui di nuovo insieme.
Con le nostre vittorie e con le nostre sconfitte, con i nostri percorsi, a volte diversi ma sempre rivolti verso l’indipendenza e la libertà della nostra Terra e del nostro Popolo.
Siamo qui con le nostre verità e con i nostri errori, con la nostra storia personale e collettiva.
Con le nostre facce, con il nostro cuore e con la nostra sincerità.

La storia e il tempo hanno chiarito molte cose, e dopo anni di silenzi, di dialogo discreto, di riavvicinamenti umani, di chiarimenti politici possiamo dire che abbiamo elaborato il lutto.
Possiamo dire che il lutto è definitivamente finito.

Oggi dopo dieci anni, di lontananza politica e umana ci ritroviamo insieme, finalmente dal vivo, per annunciare al Popolo Sardo e ai nostri fratelli indipendentisti della comunità internazionale, che le donne e gli uomini di iRS, spinti da passione, senso di responsabilità nazionale e dalla voglia di riprendere il cammino, sono pronti a collaborare insieme ai militanti di ProgReS e ai sostenitori di Torra, per proporre ai Sardi la partecipazione attiva alla creazione di un’opzione indipendentista credibile, contemporanea, aperta, inclusiva, plurale, internazionalista e vincente.

Siamo pronti a percorrere insieme la strada del dialogo, nel rispetto del percorso politico e umano di ognuno di noi ognuno con le proprie sensibilità. E con le proprie responsabilità.

In questo momento storico, è indispensabile fare una riflessione profonda su cosa rappresenti oggi l’indipendentismo.

In un mondo globalizzato la dimensione dell’indipendenza assume un valore universale, per ogni popolo della Terra, perché è l’unico antidoto alla natura darwiniana della globalizzazione, nella quale sopravvivono solo i più forti. È l’antidoto alla forza divoratrice del neoliberismo ma anche al becero protezionismo paventato dalle destre nazionaliste di tutto il mondo, che occupano gli spazi di lotta alla globalizzazione con teoremi finanziari, economici e sociali fintamente rivoluzionari e strettamente legati alle oligarchie globali.

Per questo è arrivato il momento di ristrutturarci, ricostruire la nostra comunità politica e umana, riprendere il discorso da dove si era interrotto.

Noi oggi non ci stiamo limitando a fare una semplice chiamata astratta al dialogo politico.
Oggi noi ci stiamo impegnando pubblicamente, in maniera chiara e inequivocabile in questo processo di dialogo politico e umano che sarà pubblico e si svolgerà su Helis.blog, spazio comune di dibattito e di elaborazione attraverso il quale tutti noi ci impegneremo realmente a dare corpo a questa nuova stagione politica.

Solo con l’apertura di una nuova fase storica possiamo ricomporre un’area politica indipendentista, dichiaratamente indipendentista, che possa iniziare a dare gambe a una coscienza nazionale capace di portarci finalmente alla Repùblica Sarda indipendente, in forma non violenta.

E se qualcuno pensa che in Sardegna non esiste un Popolo e non esiste più chi lo difende si è inequivocabilmente sbagliato. Perché noi siamo sempre qui, con la nostra coerenza, con le nostre battaglie, con le nostre bandiere, con le nostre scelte, con la nostra storia e con i nostri sogni.

Est Ora!

Viva la Repùblica di Sardegna!

Simone Maulu, portavoce di iRS e referente del movimento per il dialogo Est Ora.

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