I progetti di centrali eoliche nei Paesi Baschi sono più di cento. L’atteggiamento del governo basco e delle amministrazioni locali nella gestione di questa enorme mole di progetti somiglia molto all’approccio pragmatico che gli indipendentisti sardi propongono almeno da vent’anni, teso alla gestione di questa dinamica nell’interesse primario delle comunità locali e della comunità nazionale sarda. L’obiettivo indipendentista è sempre stato il Piano Sardo dell’Energia: per supportare i Comuni nel porre fine all’assalto al territorio; per imporre la comproprietà pubblica degli impianti e la divisione dei profitti in parti uguali; per azzerare le bollette; per superare il meccanismo delle elemosine ai privati; per stabilire un tetto al numero degli impianti fino all’indipendenza energetica rinnovabile; in sostanza per imporre regole di dignità al mercato dell’energia.
INDIPENDENTISTI BASCHI
Già in passato abbiamo analizzato la gestione dei progetti eolici nel comune basco di Azpeitia, amministrato dalla sindaca Nagore Alkorta, indipendentista di EH Bildu che nelle sue dichiarazioni illustrava un approccio che da indipendentisti sardi non possiamo che apprezzare: “in un mondo in cui il sistema energetico è nelle mani di pochi per la prima volta si parla di proprietà condivisa, di socializzazione dell’energia e di comunità energetiche. Vogliamo promuovere la cooperazione tra pubblico e privato. Per la prima volta si parla di partecipazione dei cittadini attraverso le comunità energetiche, di proprietà condivisa tra aziende locali e Comuni. Un modello fino ad ora sconosciuto che potrebbe consentire di cambiare l’attuale sistema energetico in favore di una dinamica innovativa che risponde ai bisogni di tutti i cittadini: da semplici consumatori a creatori di energia”
IL GOVERNO BOCCIA DUE PROGETTI
Nei giorni scorsi, alla fine di un percorso fatto di valutazioni di impatto ambientale, contrattazioni e confronti con le amministrazioni locali, il governo di coalizione degli autonomisti del PNV e dei socialisti del PSE-EE ha negato definitivamente l’autorizzazione alla costruzione di due impianti.
Il primo, nella regione di Araba, avrebbe contato sei turbine per una capacità di 30 megawatt, ma non è stato ritenuto sostenibile in un’area definita ad elevata sensibilità ambientale anche a causa del suo elevato impatto paesaggistico. Il secondo, nella regione di Bizkaia, è stato bocciato in quanto completamente contrario alle disposizioni del Piano Provinciale per gli Uccelli Necrofagi.
UNA RINUNCIA E UNA TRATTATIVA
Nel frattempo ad Oion, paese alavese di 3500 abitanti amministrato dagli indipendentisti di EH Bildu, una società ha ritirato il suo progetto per l’installazione di un impianto di accumulo da 2 megawatt dopo che il consiglio comunale ha approvato una relazione urbanistica sfavorevole assieme alla richiesta dell’avvio di trattative su una centrale eolica già autorizzata affinché le condizioni siano realmente vantaggiose per il territorio e rispondano a criteri di democratizzazione del processo di produzione e del consumo di energia.
LA SITUAZIONE BASCA
Come riporta su Naiz il giornalista Ion Salgado, il parlamentare indipendentista di EH Bildu Ander Goikoetxea ha presentato un’interrogazione per avere informazioni ufficiali sui progetti di centrali eoliche e solari. Il governo basco ha risposto che i progetti di impianti per la produzione di energia rinnovabile nei Paesi Baschi – due milioni e quattrocentomila abitanti – sono più di cento. Cinque di essi, tutti fotovoltaici, hanno ricevuto una valutazione ambientale favorevole. Quattordici, uno dei quali eolico, sono in attesa dell’ispezione finale. Cinque progetti sono “sospesi”.

Da sempre all’avanguardia in tema energetico, l’indipendentismo mette a disposizione la propria visione, il proprio approccio, le proprie soluzioni.
[Foto Marcello Saba]
L’APPROCCIO SARDO
Sin dagli inizi degli anni duemila le forze politiche indipendentiste come iRS hanno stimolato la riflessione sul concetto di sfruttamento delle risorse naturali della nostra terra grazie ad azioni eclatanti come l’occupazione di pale eoliche. Lo scopo degli indipendentisti era quello di portare nell’agenda politica sarda un ragionamento collettivo sui criteri di questo sfruttamento e sulle ricadute, positive e negative, di questi investimenti. Un approccio che anticipa di almeno vent’anni le attuali iniziative contro lo sfruttamento energetico.
Con lo stesso spirito le forze politiche attuali come Repùblica propongono l’assunzione di un atteggiamento ecologista razionale e concreto incentrato sulla necessità di fermare l’assalto e di governare l’energia. Per gli indipendentisti le risorse naturali come il sole, il vento e l’acqua sono patrimonio collettivo e il loro sfruttamento deve necessariamente avere ricadute positive sulla collettività e sulle comunità locali.
Per approfondire
- 43 domande e risposte di Repùblica sul tema energetico
- Antonio Meloni, responsabile energia di Repùblica. Per una Sardegna energeticamente autosufficiente, efficiente ed equa.
- Simone Maulu, coordinamento nazionale di Repùblica. La via uruguaiana all’indipendenza energetica.
- Energia, 2024. Gli accordi di Pirro tra Regione e Stato.
- Gavino Sale, coordinamento nazionale di Repùblica. Comitati uniti antidoto alla colonizzazione speculatrice eolica.
- Franciscu Pala, coordinamento nazionale di Repùblica. Sovranità energetica: un concetto legittimo al di là delle strumentalizzazioni.
- Speculazione energetica, se ne parla in Corsica alle Ghjurnate 2023.
- S’energia de sa natzione sarda. Secondo numero monografico di Cartulàrios Republicanos.







